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Il Paese

Varco Sabino in provincia di Rieti
Varco nella lingua italiana sta ad indicare un passaggio stretto tra le rocce. E' proprio il caso di Varco Sabino la cui storia è intimamente legata alla pastorizia, alle sue vicende ed agli stili di vita. Attraverso il varco in questione,alla fine dell'estate, transitavano uomini e greggi che percorrevano, a piedi, centinaia di chilometri muovendosi tra due aree geografiche di pascolo, tra Amiterno, l'Abruzzo e la campagna romana. Era ed è, il fenomeno della transumanza che avveniva lungo larghe vie chiamate Tratturi, per offrire ai transumanti ristoro e ricovero, lungo i Tratturi, c'erano strutture di servizio, chiese Tratturali, dette anche campestri o pastorali per offrire assistenza ed un ricovero sicuro ai pastori ed alle bestie. Durante il dominio dei Longobardi, nella Sabina soggetta al ducato di Spoleto, si diffuse in culto in onore di San Michele Arcangelo specialmente nell'Italia centro meridionale. In Rieti, nel 739, fu costruita la Chiesa di San Michele nel borgo ed era proprietà dell'Abbazia di Farfa. Da ricordare ancora, nella Sabina Longobarda, la Grotta di San Michele al Monte Tancia e S. Angelus di Varco. Numerosissime sono le notizie dei luoghi di culto riportate nei documenti del Monastero di Farfa. E' lecito pensare che le origini di Varco siano vicine all'ottavo secolo. Da documenti storici risulta che nel 1252 il Monastero di San Salvatore Maggiore ottenne la chiesa di Sanctus Angelus di Varco dalla diocesi di Rieti. Nell'anno 1310 tra i castelli restituiti all'Abbazia dal comune di Rieti c'è Varco. La storia di Varco Sabino, un comune in provincia di Rieti si intreccia con quella del Monastero di San Salvatore Maggiore fondato nel 735 dopo Cristo sui colli dell'alta Sabina da alcuni monaci di Farfa. I Duchi, gli Imperatori e i Papi, concessero, privilegi, protezione e difesa. Il Monastero ricevette anche il titolo di Imperiale, come se fosse proprietà dell'Imperatore. I territori e le comunità circostanti ricadevano sotto l'autorità del vescovo di Rieti. Nel 1261 l'Abbazia fu costituita in " NULLIUS DIOECESIS " insieme al Monastero di Farfa e le chiese del territorio di Concerviano e di Longone passarono sotto la giurisdizione dell'Abate. Le due diocesi vennero dichiarate soggette solo al Papa. L'Abate del Monastero non era solo un capo religioso, ma governava come un sovrano, circa 20 paesi della Sabina. Aveva un piccolo esercito per difendere i Castelli, riscuoteva le tasse che gli abitanti pagavano in grano e altri generi per essere protetti, emanava leggi, aveva un tribunale e le carceri. I monaci svolgevano i riti religiosi nei giorni di festa. I castelli furono concessi a S. Salvatore perchè aveva contribuito alla loro ricostruzione dopo la distruzione operata dai Saraceni. Nell'anno 975 San Salvatore maggiore ebbe dall'Imperatore Ottone II il nobile titolo di Baronia. Il Monastero fu autorizzato a possedere terre, a governare i paesi circostanti, i castelli e i gruppi abitati, con l'obbligo di versare una tassa annua. I castelli che costituivano la Baronia erano: Vaccareccia, Pratoianni, Longone, Vallecupola, Varco, Poggio Vittiano, Rocca Vittiana, San Martino, Roccaranieri, Magnalardo, Porcigliano, Capradosso, Offeio, Concerviano, Cenciara e San Silvestro. Il Castrum (Castello) si chiamava così un luogo fortificato e difeso da mura, posto su un luogo elevato come un colle o un poggio. Aveva una chiesa di creazione signorile e riuniva i fedeli per il rito festivo. Nel 1398 tra le chiese soggette a San Salvatore Maggiore c'è S. Angelus di Varco. Nell'anno 1485, Varco fa ancora parte della Baronia di San Salvatore. Il culto per l'arcangelo si propagò in Sabina, con l'avvento dei Longobardi, specialmente in zone silvestri, pastorali e rupestri e nei luoghi di passaggio delle greggi tra i pascoli estivi dell'Appennino e quelli verso la campagna romana nei mesi invernali. La grotta dedicata al santo detta chiesa rupestre, è profonda e stillante acqua dalla volta della roccia. Nel 1398 era l'unica chiesa di Varco. Ogni anno, il giorno 8 maggio, se cade di domenica, o la domenica seguente, si celebra a Varco una solenne festa dell'Arcangelo con una processione alla grotta che si apre quasi sulla sommità della montagna rocciosa che sovrasta il paese. Nei pressi del varco non mancano cavità naturali utilizzabili come ricoveri estivi; non mancano sorgenti d'acqua che le comunità primitive consideravano sane e preziose per la sopravvivenza delle greggi. Nel Medioevo la transumanza ebbe una battuta di arresto per l'insicurezza delle strade, ma riprese vigore ad opera dei Benedettini che costruirono conventi per l'accoglienza e l'aiuto spirituale anche con lo scopo di favorire attività commerciali ricavate dall'allevamento del bestiame. Così si spiega la costruzione di San Salvatore Maggiore, nell'alta Sabina Riassumendo: Nell'anno 1308 tra i castelli di San Salvatore Maggiore c'è Mirandella, ma non Varco (non viene citato nei registri ma doveva esserci). Viene invece nominata la chiesa di S. Angelus in Varco. Nel 1310 tra i castelli restituiti all'Abbazia dal Comune di Rieti c'è Varco, Mirandella è scomparsa o diruta. La vita dei Monaci La vita dei Monaci era guidata dalle regole di San Benedetto di Norcia: lavori Manuali nei campi e negli orti, nel mulino, copiatura di libri e codici. Esisteva una importante scuola di calligrafia. Nelle feste dell'anno accorreva una grande folla dai castelli per la messa, le confessioni, le comunioni e le processioni. Dal sinodo Farfense del 1685 risulta che tra i residenti al Monastero, e i membri dei castelli vicini si contavano 4313 abitanti. Nel 1685 molti castelli non esistevano più e rimanevano: Longone, Vaccareccia, Pratoianni, S. Silvestro, Poggio Vittiano, Rocca Vittiana, Varco, Vallecupola, Capradosso, Offeio, Porcigliano, Magnilari, Nespolo, Ospanesco, Fiumata e alcune zone nei pressi di Rieti. I registri del Comune di Castelvecchio , appodiato di Varco, al n. 77, datato 18.05.1822 riportano i documenti con i titoli delle chiese di Varco:
1) Chiesa Parrocchiale San Michele Arcangelo
2) Chiesa di S.Maria Maddalena
3) Chiesa di Sant'Angelo (sotterranea).
Attualmente la chiesa parrocchiale ha il titolo di San Girolamo ( 1994) ed ha un campanile caratteristico di stile orientale. L'anno di costruzione della chiesa risale probabilmente al 1819. la chiesa di S. Maria Maddalena potrebbe essere stata costruita, all'incirca, nello stesso periodo. L'origine della comunità cristiana di Varco risale al 1450. In precedenza, Varco era ecclesiasticamente unito alla comunità cristiana di Vallecupola. Ciò non esclude che la comunità civile di Varco forse poco numerosa si sia insediata in loco molto tempo prima.
La presente ricerca è stata fatta da
Mons. Lino Rogai



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